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Rendere reattivo un sito esistente – 1

La caratteristica di “reattività” (o “adattività“) di un sito è attualmente un requisito imprescindibile per un sito Internet.

Secondo le statistiche, gli utenti che accedono al web tramite dispositivi portatili hanno superato quelli che usano computer da tavolo e se è vero che molti tablet hanno risoluzioni video elevate, tali da non richiedere quindi modalità specifiche di visualizzazione delle pagine, gli smartphone comportano questa necessità per consentire una fruizione agevole dei contenuti.

Nella progettazione e nello sviluppo di un sito di nuova realizzazione verrà pertanto creata una versione di base del sito e, tramite adeguate media query e le relative regole nel foglio di stile, saranno aggiunte le versioni particolari del sito stesso per i dispositivi mobili.

Per quanto attiene invece ai siti già esistenti, che cosa è possibile nonché preferibile fare?

E’ possibile cioè rendere adattivo un sito esistente o è più facile, pertanto economicamente conveniente per il cliente, costruirne uno ex novo?

In base alla nostra esperienza affermiamo che è possibile rendere reattivo un sito esistente con una mole di lavoro non esorbitante, a patto che siano soddisfatti alcuni requisiti di base:

  1. il sito deve essere stato sviluppato in tempi recenti, in base alle raccomandazioni del doctype XHTML 1.0 Transitional (o Strict).
  2. il markup della pagina deve essere ben strutturato, nel senso che devono essere stati applicati correttamente i tag ai vari elementi e la struttura della pagina deve essere stata costruita utilizzando id e classi in maniera ragionata (per capirci: senza ridondanze inutili e con un uso limitato di tabelle ed altri trucchetti di sviluppo deprecati nonché tecnicamente superati).

Se il cliente ci sottopone un sito sviluppato in puro HTML, senza uso o con uso di CSS limitato a poche regole, con molti stili in linea nelle pagine ecc. la strada da percorrere è quella del rifacimento integrale.
C’è da dire che un sito di tale fatta sarà con ogni probabilità datato e, per questo motivo, meriterà comunque un aggiornamento radicale.

Se invece il sito è stato sviluppato adeguatamente, con una buona struttura semantica, evitando le “zuppe di codice” forse inevitabili 15 anni fa ma inaccettabili al giorno d’oggi, con un ragionevole numero di ore di lavoro lo si può trasformare in reattivo.

Nel prossimo articolo vedremo la procedura di base per fare questo.

3 risposte a Rendere reattivo un sito esistente – 1

  • Avatar

    Siamo sicuri che tutti i siti devono essere per forza reattivi?
    Secondo me si rischia di perdere molto dal punto di vista grafico!

  • Avatar

    @Flavio: la reattività di un sito è giustificata dall’esigenza di rendere fruibili i contenuti su tutti i dispositivi.

    Su un monitor di grandi dimensioni, o meglio con un’alta risoluzione di punti come quello di un PC da tavolo o di un tablet di generazione recente, il layout stesso si mostrerà nella sua interezza con sfondi, animazioni full-screen ecc. ecc.

    Su uno smartphone, invece, quello che conta veramente è permettere una lettura agevole dei contenuti e ciò andrà a scapito dell’impatto grafico complessivo, come dici tu.

    Alcuni siti, anche importanti, lasciano la possibilità di scegliere tra la visualizzazione normale e quella per dispositivi mobili quando vengono visitati su questi ultimi. Ciò può costituire un’opzione ma non mi trova concorde.

    Vedere un sito su uno smartphone è un’esperienza “limite”, per così dire, quindi la prevalenza va data sempre ai contenuti.

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